Serie A

Il commentone della 25esima giornata di serie A

16 Febbraio 2026

L'Inter si aggiudica il derby d'Italia con un pirotecnico 3-2, ricco di colpi di scena e condizionato da un'espulsione ingiusta ai bianconeri. L'altro big match, Napoli-Roma, termina invece in parità, in una gara molto divertente. Nel frattempo il Milan continua a tenere il passo dell'Inter, mentre l'Atalanta torna a farsi sotto per il posizionamento in Champions League. In zona retrocessione, colpaccio della Fiorentina in casa del Como.

Pisa vs Milan

La 25esima giornata si apre con l’anticipo del venerdì tra Pisa e Milan. È una gara molto importante per i rossoneri, che potrebbero approfittare dei big match Inter-Juventus e Napoli-Roma per guadagnare punti sulle avversarie. La prima frazione di gioco non è però entusiasmante, con tante imprecisioni e poca cattiveria, specie negli ultimi metri. Ciononostante, quando ormai il pareggio sembra scritto, arriva il vantaggio poco prima dell’intervallo: Athekame riceve da Modric e la mette in mezzo, dove arriva con i tempi giusti Loftus-Cheek, che sigla il terzo gol in campionato. Ottimo inserimento dell’inglese, che al 39’ mette in pratica la richiesta di riempire l’area da parte di Allegri. E nella ripresa la situazione sembra essere subito in discesa per il Diavolo: al 54’ ottima combinazione tra Pavlovic e Bartesaghi, con il serbo che continua la propria cavalcata e poi viene steso in area da Loyola. Dagli 11 metri va Fullkrug, che però conclude malamente sul fondo, con il pallone che termina fuori dopo aver scheggiato il palo. Occasione divorata da parte dei meneghini, che rischiano di subirne anche le conseguenze psicologiche. E infatti, al minuto 71’, le Torri pareggiano i conti: lancio lungo per Stojilkovic, con Tomori e Gabbia che escono su di lui in marcatura. È molto bravo però l’ex KS Cracovia, che mette immediatamente il pallone a centro area: Pavlovic anticipa ma favorisce inavvertitamente Loyola, che apre il piattone e spiazza Maignan. Il gol subito è una vera e propria batosta per i rossoneri, che però riescono comunque a imporsi all’85’: Modric si inserisce centralmente, chiede e ottiene l’uno-due da Ricci e poi la spinge in porta. Rete meravigliosa dell’uomo più carismatico del Diavolo, che si prende la squadra sulle spalle in uno dei momenti più importanti della partita, e forse anche della stagione. Infatti, un eventuale pareggio avrebbe potuto quasi compromettere l’inseguimento all’Inter e avrebbe potuto complicare anche la lotta alla Champions, con tante squadre in pochi punti. Vittoria, dunque, fondamentale, che permette ai rossoneri di portarsi a -5 dal primo posto, in attesa del Derby d’Italia e del recupero degli uomini di Allegri contro il Como.

Como vs Fiorentina

Il sabato inizia con l’interessante sfida tra Como e Fiorentina. Al Sinigaglia la gara stenta a decollare, ma al 26’ si stappa il match: Fagioli raccoglie una respinta corta di Kempf e tira, con la conclusione che viene nuovamente murata dal tedesco; il pallone torna però tra i piedi dell’ex Juventus, che controlla e poi tira sul primo palo, beffando Butez. I biancoblu vanno in difficoltà, non riuscendo mai a rendersi pericolosi: sono ottime le trame ma manca la qualità al momento conclusivo dell’azione, con i tentativi che terminano tutti sul fondo e non impensieriscono De Gea., Si nota in particolare la poca presenza di Nico Paz, che nelle ultime 8, compresa la sfida con la viola, è andato a segno solamente all’Olimpico contro la Lazio. E nella ripresa arriva anche il raddoppio: ottima combinazione tra Harrison e Mandragora, con il centrocampista italiano che poi si avventura in un dribbling complicato e viene, ingenuamente, messo giù da Perrone. Calcio di rigore ineccepibile, con Kean che si incarica della trasformazione: penalty perfetto, con il pallone all’incrocio dei pali e nono gol stagionale considerando tutte le competizioni. I lariani allora cercano di attaccare ancora di più la porta avversaria, andando più vicini al bersaglio: prima Baturina sfiora il palo al 56’, poi un flipper in area per poco non termina alle spalle di De Gea. Il finale è anche molto concitato: al 69’ sono veementi le proteste dei padroni di casa per la mancata assegnazione di un calcio di rigore ai danni di Jesus Rodriguez, che in realtà allarga la gamba per subire fallo. Passano però appena 8 minuti ed ecco la rete che dimezza lo svantaggio: altra iniziativa personale di Jesus Rodriguez e cross per Morata, che sfiora appena; la palla è in una zona molto pericolosa e Parisi interviene, colpendo però la sfera in maniera molto goffa e realizzando un’autorete. Come detto, negli ultimi minuti non mancano le proteste: Mandragora e Ramon si allacciano, con l’ex Udinese e Crotone che tocca la palla con il gomito, in appoggio sulla spalla dello spagnolo. Non è un episodio che può portare all’assegnazione di una massima punizione, ma le lamentele dei lombardi continuano: emergono in particolare quelle di Morata, che esagera e riceve due gialli in rapida successione. Brutta battuta d’arresto per il Como, che perde la quinta gara del proprio campionato; vittoria importantissima, invece, per i gigliati, che agganciano il Lecce al quartultimo posto in attesa della sfida dei giallorossi sul campo del Cagliari.

Lazio vs Atalanta

Alle 18 si affrontano Lazio e Atalanta, ancora in un clima surreale: è la seconda gara di fila in casa in cui la Curva Nord non entra all’interno dello stadio, con gran parte del pubblico che si è accodato allo sciopero del cuore caldo dei tifosi biancocelesti. L’Aquila risente un po’ del difficile ambiente, partendo con il freno a mano tirato: è proprio la Dea ad andare vicina all’1-0, al minuto 16; ottimo lancio di Zalewski per Bernasconi, che anticipa Provedel e, dal fondo, appoggia a Krstovic: il montenegrino si divora un gol già fatto, anche se è da sottolineare l’intervento decisivo di Provstgaard sulla linea. E, paradossalmente, dopo il pericolo scampato i capitolini si sbloccano mentalmente: accelerazione di Noslin e cross a rimorchio per Maldini, che aggancia e si gira: l’ex della partita è molto lucido a resistere alla tentazione del tiro e appoggia per Taylor, la cui conclusione si infrange sul palo e termina a lato. Ma nel momento migliore dei padroni di casa, arriva l’episodio-beffa: triangolo tra Zappacosta e Krstovic, con l’ex Chelsea che poi tenta il traversone. Entrata scomposta di Cataldi, che tocca il pallone con il braccio: Sacchi ci pensa un po’ ma poi concede il penalty ai nerazzurri: dal dischetto va, per la prima volta in carriera, Ederson, che spiazza Provedel e si dimostra anche un abile rigorista. L’Aquila però non ci sta e, anche nella ripresa, prova a buttare giù il muro orobico: al 53’ serve un super Carnesecchi per evitare il pari, che con un gran colpo di reni respinge il tentativo di Noslin. Passano appena 7 minuti e la formazione allenata da Palladino trova il 2-0: Bernasconi la appoggia a Zalewski, che si prepara benissimo per la conclusione e incastra il pallone all’angolino, con un tiro a effetto di pregevole fattura. La Lazio è anche molto sfortunata e sprecona, con Ratkov che prima colpisce il palo a seguito di un colpo di testa all’89’ e poi liscia completamente il pallone negli ultimi istanti di gara. Grande vittoria per l’Atalanta, che continua a vincere e sorpassa il Como, in attesa del recupero contro il Milan.

Inter vs Juventus

In serata va in scena la sfida delle sfide, il derby d’Italia tra Inter e Juventus. Gli incontri tra le due squadre sono storicamente ricchi di colpi di scena e discussioni, con questa gara che non è da meno. Dopo un inizio di studio reciproco i nerazzurri riescono a sbloccare il match, con un po’ di fortuna: ottimo anticipo di Sucic che favorisce Thuram, molto bravo a girarsi e ad allargare su Luis Henrique: il brasiliano è in zona cross e cerca un traversone rasoterra sul secondo palo, con Cambiaso che tocca il pallone e con Di Gregorio che non riesce ad evitare il gol, mancando goffamente la sfera. È 1-0, dopo 17 minuti di sostanziale equilibrio. E, dunque, cambiano gli schemi tattici: la Vecchia Signora è costretta a inseguire, mentre il Biscione può gestire il pallone e cercare il raddoppio in ripartenza. I bianconeri cercano di spaventare Sommer con due buoni tentativi: prima il colpo di testa, centrale, di McKennie e poi la conclusione a giro, alta, di Conceicao. Ma il pari non tarda ad arrivare: buona trama di gioco che si sviluppa sulla fascia destra, con Kalulu che premia la sovrapposizione interna di McKennie: il texano mette in mezzo un pallone teso che David sfiora e sul quale arriva puntuale Cambiaso, bravissimo ad anticipare un disattento Luis Henrique e a rimediare al proprio autogol, sebbene le sue responsabilità non fossero parecchie in quella circostanza. I meneghini sembrano colpiti mentalmente, alla ricerca di una miccia che possa riaccendere San Siro. E al 35’ ecco che arriva: imbucata di Barella per Thuram, che con un passaggio di mezzo esterno manda Zielinski a tu per tu con Di Gregorio: il polacco prova a scavalcare l’ex Monza con un tocco sotto, che però è poco potente e Bremer salva quasi sulla linea. Ma era la situazione che stava cercando l’Inter: qualche minuto più tardi l’occasione è clamorosa. Il cronometro segna il 42’ e Dimarco si appresta alla battuta di un calcio d’angolo: il traversone è perfetto per Thuram, la cui girata viene ben parata da Di Gregorio; il pallone resta però in area e Bastoni prova a ribadire in porta: decisivo l’intervento di Locatelli sulla linea, con la palla che sbatte prima sul palo alla destra del portiere, poi attraversa tutta la linea di porta e infine colpisce anche l’altro montante. È però nel prosieguo dell’azione che si verifica l’episodio più controverso del match, che cambia inevitabilmente il corso della partita: i bianconeri ripartono ma Miretti sbaglia l’appoggio orizzontale su Kalulu, con Bastoni che lo anticipa e poi va giù a seguito di un contatto con il francese. L’arbitro La Penna non si trova in posizione ideale per giudicare e, tratto in inganno dalla caduta del difensore nato a Cremona, sventola il secondo cartellino giallo all’indirizzo di Kalulu. L’espulsione del francese è destinata a far discutere: Bastoni riceve un tocco leggerissimo che non giustifica la caduta, condannando così i piemontesi a giocare oltre un tempo in inferiorità numerica. Le contromosse dei due allenatori sono le seguenti: Spalletti inserisce Holm al posto di Conceicao per ritrovare equilibrio, mentre Chivu sostituisce Bastoni (ammonito) per evitare di tornare in parità numerica. E, nonostante l’uomo in meno, i bianconeri sono immediatamente pericolosi: grandissima cavalcata di Cambiaso che poi cerca la conclusione di potenza, con Sommer che para a mano aperta; la palla non viene però allontanata e McKennie è solo davanti allo svizzero, ma non tira preferendo l’assist: è tempestivo l’intervento di Carlos Augusto, che non riesce neanche in questa occasione a liberare; ci provano allora Miretti dal limite, con Sommer che salva di istinto, e poi McKennie, che conclude centralmente e con poca potenza, dando respiro alla retroguardia della Beneamata. Ad ogni modo, la squadra di Chivu non può perdere la grande occasione che si è presentata, con il vantaggio numerico che è innegabilmente d’aiuto: nel raggio di 5 minuti tentano la conclusione da fuori prima Calhanoglu e poi Thuram, con il tiro del turco che viene miracolosamente sputato fuori dalla porta da un altro ottimo intervento di Di Gregorio, mentre il figlio d’arte sfiora l’incrocio dei pali dopo una delle sue giocate. Chivu la vuole però vincere e cambia ancora le carte in tavola, rendendo ancora più offensiva la squadra: si passa a giocare con le tre punte grazie all’inserimento di Pio Esposito. Ed è proprio il prodotto del vivaio a essere decisivo: l’ex Spezia riceve un traversone da Dimarco e, in torsione, la piazza all’angolino con grande precisione, non lasciando scampo a Di Gregorio. Pio Esposito diventa così il secondo marcatore più giovane a iscriversi sul tabellino di un derby d’Italia dopo Mario Balotelli, dimostrando di non essere solo un’alternativa alla ThuLa. Ora l’inerzia del match pende solo ed esclusivamente da una parte, con i bianconeri che non hanno più nulla da perdere e si gettano all’attacco. Ovviamente questo può portare a dei rischi enormi, quali esporsi a ripartenze pericolosissime: al 79’ è bravissimo Diouf a intercettare un passaggio di Boga e a condurre il pallone per tanti metri, avendo la lucidità di servire il tutto solo Dimarco dall’altra parte: l’esterno italiano arriva però con il passo troppo lungo, concludendo sul fondo e sprecando tutto. La Juve sembra non averne più, ma nel momento più inaspettato arriva l’incredibile 2-2: Bremer recupera palla su Lautaro all’altezza della lunetta di centrocampo e dà il via al contrattacco; ottima costruzione dell’azione degli uomini di Spalletti, con McKennie che viene servito lateralmente: l’ex Schalke 04 vede Locatelli smarcato e lo serve: il capitano juventino si coordina alla perfezione, spedendo il pallone all’angolino con un diagonale perfetto. Che reazione delle Zebre, che nonostante l’uomo in meno hanno avuto il coraggio di spingersi in avanti, la voglia di uscire da San Siro con dei punti e la bravura tecnica di realizzare il gol del pari. La diretta conseguenza è che il Biscione ha 7 minuti più recupero per non cestinare l’opportunità di vincere il primo big match stagionale. E nel forcing finale arrivano le occasioni, in particolare all’89’: palla affidata ancora una volta a Dimarco sull’out mancino, il cui traversone viene impattato in terzo tempo da Bisseck, ma Di Gregorio è strepitoso e salva tutto. Tuttavia, dopo appena un minuto, i nerazzurri trovano il gol del definitivo 3-2: Bisseck si trova al limite dell’area e appoggia centralmente a Zielinski; il polacco è bravissimo nella preparazione al tiro, con uno stop orientato di tacco che gli permette di mettersi fronte alla porta: ci vuole però poi anche la bravura a tenere bassa la conclusione, con la rasoiata che passa tra le gambe di Locatelli e beffa Di Gregorio, immobile nella circostanza. Vittoria importantissima per l’Inter che si porta a +8 sul Milan, nonostante il primo successo stagionale in una sfida di livello arrivi dopo un match condizionato; da elogiare la resilienza e lo spirito di applicazione degli uomini di Spalletti, sempre concentrati e che non si sono fatti abbattere nonostante l’espulsione di Kalulu. Infine, una piccola nota sull’arbitro La Penna e, soprattutto, sull’applicazione della tecnologia: la direzione arbitrale non è sembrata all’altezza in più situazioni, con un episodio eclatante che non è stato giudicato correttamente. Ad ogni modo, in situazioni come queste, sembra folle non potersi servire del VAR: casi come quello di Kalulu sono inammissibili avendo così tante telecamere. E ancora più assurdo è il fatto che si possa richiamare un arbitro al monitor per un’espulsione diretta o per un calcio di rigore, ma non per una doppia ammonizione, che cambia le partite proprio come nelle fattispecie già citate. Comunque, il 28 febbraio l’IFAB (l’organo che definisce le regole del gioco del calcio) discuterà sul dare il via libera all'estensione dell'intervento del VAR anche nei casi di espulsione per doppia ammonizione, con il cambiamento che sembra verrà approvato.

Udinese vs Sassuolo

All’ora di pranzo di domenica si sfidano Udinese e Sassuolo. Pronti, via ed ecco subito il gol del vantaggio friulano: Solet intercetta un pallone in pressing alto e riceve nuovamente la sfera da Bertola: il francese parte allora in progressione centrale, saltando con grande qualità alcuni avversari e poi tirando con la punta, mettendo a segno una rete meravigliosa. Terzo gol in campionato per l’ex Salisburgo, il secondo consecutivo. I neroverdi fanno fatica a trovare le solite combinazioni, con poche trame di gioco degne di nota. Si cerca in particolare Thorstvedt con i traversoni, ma il norvegese fatica a rendersi pericoloso. Nella ripresa cambia però tutto, al minuto 56: Laurienté premia la sovrapposizione di Garcia, che la passa forte e rasoterra per Pinamonti; l’ex Inter è bravissimo, perché con un colpo di tacco libera proprio Laurienté, che a giro la piazza alla perfezione. Rete splendida degli uomini di Grosso, che riescono a trovarsi quasi a memoria. E due minuti più tardi arriva anche il gol-rimonta: ancora una volta Laurienté premia la sovrapposizione di Garcia, che stavolta mette in mezzo un pallone alto per Pinamonti, che di testa, da due passi, insacca. Al 70’ viene anche revocata una rete a Bertola a seguito di overrule per un fallo di mano in prossimità della rete. Gli emiliani ottengono tre punti importantissimi dopo la batosta subita contro l’Inter, riuscendo a lasciarsi subito alle spalle la delusione.

Cremonese vs Genoa

Alle 15 si giocano due importanti sfide salvezza: Cremonese-Genoa e Parma-Verona. Allo Zini la Cremonese affronta il Genoa di De Rossi, reduce da due sconfitte per 3-2 con un rigore nei minuti di recupero. Scarseggiano le emozioni in questa gara, con una grande chance per parte e poco più: al 30’ cross di Messias, sponda spalle alla porta di Colombo e diagonale di Norton-Cuffy, con Audero che si distende e compie un vero e proprio miracolo. L’altra opportunità è nel finale per Bonazzoli, al 94’: il prodotto del settore giovanile dell’Inter riceve da Floriani Mussolini e conclude al volo, con il pallone che si stampa sulla traversa dopo la leggera, ma decisiva, deviazione di Ostigard. Pareggio a reti bianche tra i grigiorossi e il Grifone, che si dividono la posta in palio senza farsi male.

Parma vs Verona

Al Tardini va in scena Parma-Verona, con entrambe alla ricerca di punti preziosi per la lotta salvezza. Neanche il tempo di iniziare e i crociati vanno subito in vantaggio, con una perla assoluta: riconquista alta di Mandela Keita e filtrante per Bernabe, che dai 20 metri aggancia e, prima che il pallone cada, colpisce al volo, spedendo il pallone all’angolino. Ma l’evento che cambia la partita arriva qualche minuto più tardi. Valenti trattiene Gift Orban, che protesta all’indirizzo di Pairetto per il mancato fischio: il direttore di gara della sezione di Nichelino prende una decisione molto severa, ovvero quella di espellere direttamente l’ex Gent. E allora i ducali cercano di sfruttare l’uomo in più, arrivando più volte al tiro: Strefezza ci prova direttamente da corner e Britschgi cerca il jolly dalla distanza, ma un ottimo Montipò si oppone e salva il risultato. I padroni di casa non riescono dunque a trovare il doppio vantaggio, facendosi fregare dagli scaligeri: lancio lungo di Bella-Kotchap per Bowie, che stoppa il pallone con gran classe e poi protegge il pallone, con Circati che gli frana addosso: è calcio di rigore. Dagli 11 metri si presenta Harroui, che spiazza Corvi e riporta l’equilibrio. Nella ripresa gli uomini di Cuesta sono obbligati a metterci qualcosa in più, non potendo sprecare la possibilità di vincere questa gara per come si è messa. È Strefezza il più pericoloso: schierato per la prima volta da titolare, l’ex capitano del Lecce prima conclude alto da buona posizione e poi si inventa un’occasione dal nulla, al 71’: riceve spalle alla porta, si gira con un meraviglioso colpo di tacco e tira a giro, centrando la traversa. È quasi un assedio quello degli emiliani, che nel recupero riescono finalmente a mettere la freccia: traversone di Valeri e Montipò smanaccia, con Nicolussi-Caviglia che fa sua la seconda palla: l’ex Juve mette in mezzo un cross meraviglioso per Pellegrino, che prende l’ascensore e infila Montipò. Gol pesantissimo dell’argentino, che vale i tre punti e che porta il Parma a +8 sulla zona retrocessione; sconfitta pesante per Montipò e compagni, condizionata però dall’espulsione di Orban dopo appena 11 minuti.

Torino vs Bologna

Alle 18 si affrontano Torino e Bologna, due squadre in grande difficoltà. E il primo tempo ne è la dimostrazione: esclusa qualche fiammata di Bernardeschi e un pericolosissimo tiro a giro di Rowe, fuori di una spanna, non viene offerto un gran calcio, con le paure di perdere altri punti che sembrano emergere. Ma nella ripresa cambia subito il parziale: Rowe cerca l’appoggio per Castro ma Vlasic sporca il pallone, con Moro che tenta di correggere in porta con il tacco: l’ex Dinamo Zagabria non sfiora neanche il pallone ma inganna Paleari, con Vlasic che realizza così il più sfortunato degli autogol. Ma il capitano granata si fa subito perdonare: ottima giocata individuale di Duvan Zapata, che riceve in mezzo a quattro avversari, aggira Joao Mario e prova la conclusione di mancino, con Paleari che respinge. Non viene però liberata l’area e la sfera giunge sul destro di Vlasic, che è lucido ad agganciare e a trafiggere l’ex estremo difensore del Benevento. Sesto gol in campionato per Nikola Vlasic, che dopo 25 giornate stabilisce un nuovo record personale di reti in un campionato di Serie A. I felsinei continuano però a cercare il gol-vittoria, con il successo che manca da un mese. E al 70’ Castro si inventa il 2-1: Bernardeschi riceve sulla fascia destra e imbuca per l’ex Velez: il Toto è bravissimo nel controllo orientato ed è ancora più bravo a concludere in porta con la punta, non guardando mai il bersaglio. Rete strepitosa di un ottimo attaccante, che se riuscisse a segnare anche gol un po’ più sporchi ed esteticamente meno belli potrebbe diventare un bomber vero. La formazione di Vincenzo Italiano, dopo quattro sconfitte consecutive, ottiene i tre punti: il tecnico di Karlsruhe si augura che questa vittoria possa essere un trampolino di lancio per i rossoblu, anche se la distanza per i posti europei è quasi proibitiva.

Napoli vs Roma

In serata c’è il secondo big match del weekend, il Derby del Sole. La storia della partita è da ricercare negli anni ’70 e ’80, quando i Napoli-Roma erano prima di tutto il simbolo di un gemellaggio tra tifoserie. Tuttavia, il 25 ottobre 1987 successe un episodio, che portò alla fine del gemellaggio: in una partita molto tesa, Salvatore Bagni si rese protagonista di un “gesto dell’ombrello” sotto la curva romanista, scatenando l’ira del popolo giallorosso. Da quel momento, dunque, non scorre buon sangue tra le due tifoserie, con le sfide che spesso sono state caratterizzate da momenti di grande tensione. Inizio scoppiettante, con la Magica che sblocca immediatamente la partita: grande imbucata di Mancini per Zaragoza, che di prima intenzione serve Malen a centro area: l’olandese è molto bravo a sfuggire alla marcatura di Beukema, colpevolmente in ritardo, e a bucare Milinkovic-Savic da pochi passi, siglando così il quarto gol in campionato. Che impatto di Donyell Malen, una costante spina nel fianco per la retroguardia napoletana. E al 19’ si nota tutta la difficoltà in marcatura: l’ex Dortmund parte in velocità su Rrahmani, poi sfida anche Beukema e va sul destro, ma la conclusione esce fuori strozzata. Ciononostante, è l’apprensione nei confronti di Malen che cambia il canovaccio tattico del match: Conte capisce che non può tenere la difesa troppo alta, altrimenti lo scatto e la progressione del 14 potrebbero risultare fatali. Gli accorgimenti tecnico-tattici si rivelano azzeccati e, anche con un pizzico di fortuna, gli azzurri raggiungono il pari al 40’: ottima costruzione centrale e appoggio laterale su Spinazzola, che rientra sul destro e fa partire un missile, sul quale Svilar non riesce a intervenire a causa di una deviazione di Pisilli che lo prende in controtempo. Nella ripresa sono i partenopei a tenere in mano il pallino del gioco, mentre i giallorossi aspettano e provano a colpire in contropiede: Spinazzola ha sul mancino un’altra ottima chance, ma stavolta Svilar si distende e respinge. E, da un contropiede, arriva un episodio chiave: Malen serve in profondità Wesley, che prende il tempo a Rrahmani e viene steso proprio dal kosovaro. Non ci sono dubbi, è penalty: sul dischetto si presenta Malen, che la piazza all’incrocio e sigla la propria doppietta personale, la seconda consecutiva dopo quella al Cagliari. Però, subito dopo il vantaggio, Gasperini toglie il suo attaccante, inserendo al suo posto Robinio Vaz. Il giovane 2007 non è ancora un punto di riferimento su cui appoggiarsi, con i capitolini che perdono terreno e abbassano il baricentro; d’altra parte, è fondamentale l’ingresso in campo di Alisson Santos, nuovo acquisto del mercato di gennaio: il brasiliano, che ha permesso allo Sporting di accedere tra le prime 8 in Champions League con un gol allo scadere, mette subito in mostra le sue qualità. E se al minuto 76 il classe 2002 rientra su Mancini e tira senza angolare troppo la conclusione, all’82’ trova il pari, con un’azione fotocopia: l’ala riceve da Giovane in zona centrale, se la porta sul destro e scarica in porta una rasoiata meravigliosa, che fa esplodere il Maradona. Napoli e Roma si dividono la posta in palio dopo una sfida senza esclusione di colpi, con i nuovi innesti che si rivelano decisivi: da una parte doppietta di Malen e un assist per Saragoza, dall’altra rete di Santos su assist di Giovane.

A chiudere la giornata il posticipo tra Cagliari e Lecce, con il Casteddu a +7 sui salentini e reduce da tre vittorie nelle ultime quattro partite