Alba, settembre al mare: in crescita le prenotazioni di fine stagione

L’ultimo scorcio d’estate invertirà la tendenza rispetto al calo di luglio e agosto Tavoni (Albatour): «Presenze nelle strutture ricettive oltre il 50% della capacità»
ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica prolunga la stagione estiva fino a metà settembre. Albatour, una delle associazioni degli albergatori più rappresentative della città, segnala prenotazioni boom. Un successo quasi unico, segno di un’estate godibile dal punto di vista climatico spinto anche da eventi sportivi prossimi. Il turismo albense, partito a maggio con lo sport, si protrae fino a settembre inoltrato. «Nella prima decade riscontriamo un notevole interesse con prenotazioni per le strutture ricettive stimabile a una media intorno al 50 per cento, rispetto alla piena capacità, e anche oltre se stimiamo i soggiorni di gruppi e comitive», commenta il presidente di Albatour Ludovico Tavoni, «un dato molto positivo per il primo fine settimana di settembre è già assodato grazie all’attesissimo triathlon olimpico in programma in quei giorni, manifestazione di rilievo nazionale che richiama centinaia di atleti da tutto il Paese. Questo evento ha fatto registrare un aumento delle prenotazioni rispetto a settembre del 2024. Per una valutazione definitiva, però, dobbiamo attendere anche l’evoluzione meteorologica che, in caso fosse favorevole, consoliderà il trend positivo invogliando gli avventori a godersi quello che potrebbe essere uno dei periodi migliori della stagione».
Secondo Tavoni «saranno innumerevoli le strutture che rimarranno operative durante il mese offrendo, come sempre, una vasta scelta di alloggi sul territorio». Luglio ha chiuso in lieve flessione rispetto allo stesso mese del 2024 relativamente però agli ultimi giorni. Un calo imputabile alle avverse condizioni meteo e all’accorciamento dei soggiorni. Anche agosto è stato in calo, con camere libere anche a Ferragosto, cosa impensabile lo scorso anno. Probabilmente, ipotizza Tavoni, a causa di richieste economiche che spostano l’utenza verso alloggi offerti da host non accreditati, senza servizi che gli hotel garantiscono, sovraccaricando anche i parcheggi pubblici. In questo contesto che s’inserisce il turismo giovanile che cerca per l’80 per cento soluzioni low cost. «Non è un’utenza da demonizzare», precisa Tavoni, «è una risorsa che merita attenzione nei controlli e capacità di organizzare eventi in luoghi dedicati ed attrezzati».
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