Sanità, D’Alberto: «Totale assenza di una politica regionale, il diritto alla salute non è riconosciuto»

Il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, interviene sul quadro complessivo disegnato dall'ultima indagine del Sole 24 Ore sulla sanità abruzzese e teramana e in particolare sulle liste d’attesa
TERAMO. Secondo il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, il quadro complessivo disegnato dall'ultima indagine del Sole 24 Ore sulla sanità abruzzese e teramana, così come emerge dalla nuova piattaforma nazionale di monitoraggio attivata dall'Agenas, sancisce "la totale assenza di una politica sanitaria sul territorio regionale" e il "mancato riconoscimento del diritto alla salute costituzionalmente garantito". I dati relativi alla Asl di Teramo sono emblematici di una gestione che fatica a garantire i tempi minimi di assistenza. L'alert più critico riguarda l'ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici: per prestazioni che dovrebbero essere erogate in un massimo di 120 giorni, i cittadini teramani si trovano di fronte a tempi di attesa che si dilatano fino a 861 giorni. Non va meglio per altri esami fondamentali: fino a 465 giorni di attesa per una gastroscopia, 191 per una Tac del torace, 45 giorni per le prestazioni definite in classe breve da garantire in 10.
Il primo cittadino punta il dito contro lo squilibrio tra il sistema pubblico e l'intramoenia. "Mentre nel pubblico si aspettano anni, per le prestazioni a pagamento i tempi sono di pochi giorni. La salute diventa così un privilegio di chi può pagare, un diritto garantito in base al censo - accusa D'Alberto -". Una deriva che, secondo il sindaco D'Alberto, "spiega il motivo per cui sempre più cittadini rinunciano alle cure per ragioni economiche. D'Alberto, che già in sede della più recente riunione del Comitato Ristretto aveva espresso critiche verso la governance della ASL, invoca un "netto cambio di passo" e la fine degli scontri politici sulla pelle dei pazienti. "La conflittualità registrata nell'ultima commissione di vigilanza dimostra che prevalgono logiche di partito.
Serve invece un'assunzione di responsabilità collettiva". Il sindaco riconosce il problema dell'appropriatezza prescrittiva e della mancanza delle classi di priorità sulle ricette, ma chiede alla Regione e alla ASL quali azioni concrete siano state messe in campo per sensibilizzare i medici di base. "Il sistema funziona solo se tutti lavorano insieme, mettendo da parte le ideologie per dare risposte ai cittadini. Non servono annunci, ma soluzioni efficaci".

