ABRUZZO

Scuole con sempre meno studenti, appello alla Regione

Spopolamento e denatalità. La Cisl : "Sono 2.849 gli alunni in meno nel prossimo anno scolastico". Il picco in provincia di Chieti. Preoccupazione per il personale docente

PESCARA. Il calo del numero degli studenti preoccupa la Cisl Scuola d'Abruzzo Molise che lancia un appello al presidente della Regione Marco Marsilio. L’Ufficio scolastico regionale ha comunicato ufficialmente che nell’anno scolastico 2024/25 nelle scuole abruzzesi ci saranno 2.849 alunni in meno. Con iscritti passati da 163.266 a 160.417. Il sindacato teme che questo fenomeno porterà in futuro a una riduzione del personale docente e di quello Ata. Le cause? Spopolamento e denatalità.

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In particolare nell'anno scolastico in corso, in provincia di Chieti, ci sono state 47.166 iscrizioni e in quello 2024/25 46.198, con un calo di 968 alunni.

In provincia dell'Aquila si è passati da 34.946 a 34.431, 515 studenti in meno.

In quella di Pescara da 43.273 iscrizioni si passa a 42.547, con un calo di 726 unità e, infine, in provincia di Teramo, da 37.881 a 37. 241, con una diminuzione di 640 studenti.

In una nota il segretario generale Cisl Scuola d'Abruzzo e Molise Davide Desiati spiega che "prosegue inesorabile la diminuzione della popolazione scolastica abruzzese che corrisponde praticamente alla perdita di una intera scuola per ogni provincia abruzzese in un solo anno. Chiediamo al presidente Marco Marsilio e alla costituenda nuova giunta regionale di adottare con immediatezza politiche che favoriscano la famiglia, il lavoro, l’edilizia residenziale popolare, le mense ed il trasporto scolastico, ovvero tutte quelle condizioni che sicuramente aiuterebbero la nostra regione a limitare se non invertire un dato che da anni è più che allarmante".

"Per l’anno scolastico 2024/25 non si prevedono riduzioni di personale docente e personale ATA, ma chiaramente il trend consolidato degli ultimi anni della perdita di almeno 1500 alunni per anno, con questa punta massima di 2849 per il prossimo anno scolastico, può provocare in futuro una perdita consistente di posti di lavoro".