Ortona

«Ha limitato il diritto di sciopero», seconda condanna per l’azienda di famiglia del sindaco di Ortona

25 Settembre 2025

Contestato il comportamento antisindacale della società Aquila in occasione dell’astensione dal lavoro del 25 luglio. La giudice: “Timori su eventuali comportamenti ritorsivi”. Il Pd: “Solidarietà e vicinanza ai lavoratori”

ORTONA. Nuovo verdetto del tribunale di Chieti contro la società di vigilanza Aquila Spa. La giudice del lavoro Laura Ciarcia ha dichiarato «antisindacale» la condotta dell’azienda in occasione dello sciopero proclamato da Filcams Cgil il 25 luglio scorso.

Il sindacato aveva fatto causa all’azienda ricorrendo all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori che censura gli eventuali comportamenti dal datore di lavoro diretti a impedire o limitare la libertà e l'attività sindacale o il diritto di sciopero. Il decreto, pubblicato il 23 settembre, oltre a condannarla alle spese legali per oltre 5mila euro, prescrive nei confronti di Aquila una serie di obblighi, tra i quali: l’ordine di un confronto preventivo con Filcams per definire servizi minimi e criteri di esonero, il divieto di richiedere preventivamente ai sindacati e ai dipendenti l’adesione dei lavoratori agli scioperi e il dovere di comunicare tempestivamente i nominativi assegnati ai presidi minimi. Nel caso delle imprese di vigilanza, che svolgono per lo più servizi essenziali, in determinati casi il diritto di sciopero è limitato, e per questo i sindacati devono comunicare con congruo anticipo la data della protesta, chiedendo però al datore i nominativi dei dipendenti che non possono scioperare. Per il tribunale l’azienda non ha rispettato queste prescrizioni.

«Le condotte aziendali», scrive la giudice Ciarcia, «imponendo un’attività ingiustificatamente limitante il diritto di sciopero, vanno considerate antisindacali» e hanno ingenerato «una situazione di incertezza e di timore circa l’eventuale adozione di un comportamento ritorsivo in danno dei dipendenti». Nel pronunciamento che ha accolto il ricorso degli avvocati Carlo de Marchis Gómez e Silvia Conti si legge poi che «l’adesione di un unico lavoratore allo sciopero in questione, soprattutto a fronte del ben maggior numero di lavoratori che avevano dichiarato di considerarne l’adesione» è «un chiaro sintomo della valenza intimidatoria» nei confronti dei membri del sindacato.

Il caso tocca direttamente la politica cittadina: Aquila Spa è infatti l'azienda di famiglia del sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo (FdI). E si tratta della seconda condanna in tre mesi, dopo quella arrivata a fine giugno, poco dopo le elezioni, a seguito di una denuncia della Cgil, fatta ad aprile, per aggressioni a un sindacalista e allusioni sessiste a una dirigente del sindacato accertate dal tribunale nei confronti di Tommaso Di Nardo. Né l’azienda né il sindaco, sentiti dal Centro, intendono intervenire sulla vicenda. E a dire la propria a margine del caso giudiziario è la sezione del Pd ortonese con una nota: «Piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori della società Aquila e alla Filcams Cgil che, per la seconda volta, sono stati costretti a ricorrere al giudice del lavoro per far valere i propri diritti». Stamani conferenza stampa della della Filcams Cgil.

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