L'OPERAZIONE ANTI-DROGA

Scacco allo spaccio, nella rete anche gruppo di tifosi del Chieti / VIDEO

Arresti all'alba con 25 misure cautelari dopo le indagini di polizia e guardia di finanza sullo smercio a Pescara, Chieti e L'Aquila. Impiegati agenti infiltrati, smantellati tre gruppi, le basi in una tenuta agricola di Bucchianico, in un pub e in una braceria dello Scalo. Ecco i nomi

CHIETI. Venticinque misure cautelari sono scattate all’alba in un’operazione antidroga condotta da polizia e guardia di finanza. In cinque sono finiti in carcere, 12 ai domiciliari e 8 all’obbligo di dimora.

Le indagini della squadra mobile, del Servizio centrale operativo e dei finanzieri della Compagnia hanno individuato e disarticolato tre diversi sodalizi criminali, composti da soggetti italiani e albanesi, che operavano nelle province di Chieti, Pescara e L’Aquila, la cui attività era di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

I NOMI

Agli arresti sono: Isu Metushi, 29 anni, albanese domiciliato a Bucchianico (Chieti), del suo connazionale Valter Baro, 31 anni, domiciliato a Francavilla al Mare, Fatjoin Shametaj, 28 anni, albanese domiciliato a Montesilvano, Andrea Di Muzio, 33 anni di Chieti e Savino Carnicella, 40 anni di Cerignola. Agli arresti domiciliari sono fiiti tre albanesi ovvero Aldi Metushi, 28 anni residente a Rosciano, Ismail Bofe, 24 anni residente a Vacri e Denald Limketa, 29anni residente a Spoltore, Salvatore Ruggieri, 31 anni di Chieti, Leonardo Pizzi, 37 anni di San Giovanni Teatino, i teatini 25enni Michele Montuori e Simone Di Muzio, quest'ultimo all'epoca titolare di entrambi i locali di Chieti Scalo sequestrai e chiusi, Francesco Salvatore, 34 anni, un capo ultrà del Chieti, Mauro Paludi, 32 anni pure di Chieti, Giovanni Gigante, 39 anni di Pettorano sul Gizio, Debora Gargivolo, 36 anni di Pescara, Roberto Martelli, 38 anni sempre di Pescara. Nei confronti di altri otto il Gip ha disposto l'obbligo di dimora.

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Agenti infiltrati nel giro dello spaccio, le indagini e le intercettazioni
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I TRE GRUPPI

Il primo gruppo, individuato nel cosiddetto “canale albanese”, la cui base operativa era stata impiantata in un’ampia e isolata tenuta agricola nel comune di Bucchianico, era composto perlopiù da personaggi di origine balcanica. La tenuta era gestita da un trentenne albanese – irregolare – a capo di una fitta rete di spaccio messa in atto soprattutto sul territorio teatino.

Il secondo gruppo, indicato quale “gruppo scalino,” e perlopiù composto da soggetti della tifoseria organizzata del Chieti Calcio “89 mai domi”. Aveva il quartier generale in due locali di Chieti Scalo, un pub e un ristorante braceria. Era proprio in queste due fiorenti attività commerciali che giungevano e poi venivano lavorate e smistate per lo spaccio al minuto ingenti partite di cocaina destinate prioritariamente alla movida teatina. Proprio per la particolare ermeticità di tale gruppo, la polizia ha fatto ricorso all’intervento di agenti sottocopertura del Servizio centrale operativo che, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, hanno consentito di di svelare la fitta rete di spaccio intorno ai due locali.

Nel corso delle indagini, è stato inoltre, individuato il cosiddetto “gruppo pescarese” al quale si giungeva attraverso approfondimenti investigativi svolti sul conto di una persona, originaria di Cerignola (FG), di notevole spessore criminale il quale, tramite l’appoggio in questa provincia di una cittadina cubana, era in affari con due noti personaggi di spicco della malavita pescarese.

LA DROGA SEQUESTRATA

Le attività di indagini hanno consentito di eseguire 10 arresti in flagranza e di sequestrare oltre 32 Kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana, cospicui quantitativi di cocaina e hashish, nonché 73mila in contanti, quale provento dell’illecita attività di spaccio.

CHIETI SCALO NON E' SOLA

«Chieti Scalo non è una zona franca, per noi è motivi di preoccupazione - ha detto il procuratore Testa nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato il questore di Chieti Ruggero Borzacchiello, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Serafino Fiore, il vice questore dello Sco Luigi Bovio e il dirigente della Squadra Mobile di Chieti Miriam D'Anastasio. «Abbiamo la sensazione che Chieti Scalo sia considerata come una zona distaccata della città, un po' dalla cittadinanza, un po' dalle istituzioni, un po' forse dalla stessa imprenditoria - ha aggiunto Testa - abbiamo avuto la sensazione che i cittadini di Chieti Scalo si siano sentiti lasciati soli ma per noi non è così, per noi i fattori criminali che siedono a Chieti Scalo sono oggetto di attenzione come tutti gli altri».