«Assistere mia moglie è una sfida quotidiana»

Avezzano, la lotta di un uomo contro la riduzione del monte ore di accompagnamento. La dirigente Ottavi: così facendo assicuriamo sostegno a molte più famiglie

AVEZZANO. La mancata assegnazione di un farmaco l’ha destinata da anni alla sedia a rotelle. Un farmaco che le avrebbe probabilmente rallentato o addirittura bloccato la progressione della disabilità, provocata dalla sclerosi multipla. Da allora, la vita di Ivana Andreozzi, 55 anni, attraversa un percorso scandito dai tempi dell’assistenza sociale e sanitaria, così come dalle risorse che gli enti pubblici competenti mettono a disposizione in tal senso. Risorse che in questi ultimi anni fanno i conti con la crisi e con la “spending review”. «Una situazione delicata per tutti», esordisce Eugenio Mascaretti, marito 59enne della signora Ivana mentre sta sulla porta della sua abitazione in una traversa di via Napoli. «La sfida quotidiana è quella di garantire a mia moglie delle ore di assistenza sociale, oltre a quella sanitaria». Il Comune, attraverso delle cooperative (in questo caso la Saps) assicura degli accompagnatori/educatori sociali a seconda della gravità della situazione.

«Il problema», incalza il signor Mascaretti, «è che adesso chiedono di ridurre il numero delle ore a un massimo di nove settimanali. L’alternativa per noi sarebbe quella di accettare un assegno di 700 euro al mese, il cui importo va rivisto anno per anno. Tutt’altro dice, invece, la recente normativa regionale: la legge del 5 dicembre scorso parla addirittura di due accompagnatori». Le aspettative della signora Ivana devono tener conto del Piano di area 2011/2013 del Comune. Un progetto sociale che solo quest’anno sta trovando piena applicazione e che comporta la riduzione delle ore di assistenza erogate, al fine di fornire il servizio a più famiglie.

«Diciotto ore settimanali», valuta la dirigente di settore Maria Laura Ottavi, «non risolvono il problema di un disabile e hanno un costo molto elevato (oltre 17mila euro); la stessa disponibilità economica può invece essere impiegata per aiutare più famiglie». In questo modo, il settore Sociale, coordinato dall’assessore Patrizia De Michelis , serve 40 famiglie. Dieci di queste, in cui esistono dei casi di disabilità molto gravi, hanno assunto un collaboratore domestico o una badante con il contratto di solidarietà dei 700 euro. «Le risorse per il sociale sono sempre di meno», spiega l’assessore De Michelis, «dobbiamo fare i conti con questa realtà».

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