Capigruppo contro Cialente

Pronta la sfiducia: consiglio escluso dalle grandi scelte.

L’AQUILA. Un siluro sulla rampa di lancio per il sindaco Massimo Cialente all’indomani della assegnazione delle deleghe ai nuovi assessori. Si tratta della proposta di una mozione di sfiducia lanciata dopo la conferenza dei capigruppo. Cialente, rammaricato per quanto accaduto all’interno del suo partito, avrebbe confidato in serata la sua forte delusione visto il trattamento ricevuto in un momento così importante per l’ente. Ieri, infatti, si è riunita la conferenza dei capigruppo che è stata disertata soprattutto dai rappresentanti della maggioranza di centrosinistra e il componente del Pd, l’avvocato Francesco Valentini che tra l’altro è stato il consigliere più votato alle elezioni comunali di 2 anni fa, si è schierato a favore della mozione che, va precisato, è ancora in fase di definizione e può rientrare a certe condizioni. Una presa di posizione che ha messo d’accordo partiti e uomini di idee diverse.

E’ quanto è emerso nella riunione caratterizzata, tra gli altri, da critici interventi dei consiglieri Enzo Lombardi (Forza Italia), Enrico Perilli (Prc), Luigi D’Eramo (La Destra), Pierluigi Tancredi (Pdl) ed Enrico Verini (Liberal democratici). Il collante che tiene insieme questi ed altri consiglieri così diversi tra loro è il mancato coinvolgimento del consiglio comunale sui temi più importati. Prima tra tutto la scelta dei terreni su quali andranno a essere collocati i Mar (Moduli abitativi removibili). Secondo i consiglieri in questione è assurdo che su una vicenda intorno alla quale girano milioni il consiglio non sia stato interessato. Infatti una commissione ha scelto i siti sui quali si dovrà poi pagare l’affitto ai titolari dei terreni.

Ci si chiede «quali siano stati i criteri per la scelta dei terreni e, inoltre, come mai quelle aree siano state date in affitto e non espropriate come è avvenuto per quelle del Progetto case e dei moduli abitativi provvisori». Si tratta di un giro di soldi molto grosso per i titolari dei terreni visto che, secondo quanto si è appreso, l’affitto si paga a seconda del numero delle persone che alloggiano mei moduli. Secondo i fautori della mozione ci sono quasi tutte le decisioni riguardanti il terremoto che sono state prese senza consultare l’organo principale dell’ente locale quali, per esempio, le linee guida per la ricostruzione del centro storico o la riperimetrazione delle aree dopo il sisma.

Queste rimostranze erano state già avanzate mesi fa dal consigliere comunale Lombardi in tempi più lontani e dallo stesso Valentini in tempi recenti in un intervento nel quale auspicava anche la composizione di una giunta istituzionale con esponenti anche delle opposizioni. In questi giorni, pertanto, si verificherà quanti consiglieri intenderanno appoggiare la mozione di sfiducia. In caso positivo verrà consegnata al presidente del consiglio per disporne la discussione in aula.