Legionella nella piscina comunale di Avezzano, almeno dieci giorni per le analisi

10 Marzo 2026

La struttura è stata chiusa in via precauzionale. Il direttore dell’Arpa: «Attendere l’incubazione per certificare la bonifica»

AVEZZANO. Dopo i primi controlli che hanno portato alla chiusura precauzionale della piscina comunale di Avezzano per la presenza di legionella in alcune docce degli spogliatoi, interviene ora l’Arpa Abruzzo a chiarire i tempi tecnici necessari per completare le verifiche e consentire la riapertura della struttura. A fare il punto è il direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, Maurizio Dionisio, che spiega come le analisi successive alla bonifica richiedano procedure e tempi precisi.

«I nostri laboratori sono pronti a effettuare le analisi suppletive, secondo le procedure previste per la ricerca della Legionella, che richiedono tempi tecnici di incubazione fino a dieci-tredici giorni per consentire una corretta identificazione e quantificazione del batterio», afferma Dionisio, riferendosi alla positività riscontrata nei giorni scorsi nell’impianto natatorio cittadino. Le nuove verifiche verranno effettuate dopo gli interventi tecnici di bonifica della rete idrica della struttura. «Le verifiche verranno svolte nella fase post-bonifica, una volta che saranno state rimosse le criticità riscontrate nella rete idrica», spiega il direttore dell’Arpa.

Dionisio chiarisce inoltre un aspetto importante emerso dai primi controlli: «Nel caso della piscina comunale di Avezzano, le positività hanno riguardato esclusivamente alcuni punti dell’impianto, in particolare le docce degli spogliatoi, mentre l’acqua della vasca è risultata negativa ai controlli microbiologici». Il direttore sottolinea anche il ruolo tecnico svolto dall’agenzia regionale nell’ambito dei controlli ambientali. «Le attività svolte dal distretto dell’Aquila, laboratorio di riferimento regionale per la diagnosi ambientale della legionellosi, rientrano nelle ordinarie funzioni di monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali nell’ambito della tutela della salute pubblica».

La ricerca del batterio Legionella pneumophila, principale responsabile della legionellosi, avviene attraverso analisi microbiologiche specialistiche sui campioni d’acqua prelevati dagli impianti idrici e dai sistemi che possono generare aerosol, come docce e rubinetti. La legionellosi è un’infezione respiratoria batterica che si contrae attraverso l’inalazione di microgocce d’acqua contaminate. Nelle forme più gravi può provocare una polmonite, mentre nei casi più lievi può manifestarsi con sintomi simili a quelli influenzali. Le analisi vengono eseguite dal distretto Arpa dell’Aquila, che si occupa della ricerca del batterio nelle matrici ambientali su richiesta delle autorità sanitarie e degli enti gestori delle strutture.

Il metodo di riferimento è quello colturale: i campioni vengono incubati in laboratorio per consentire la crescita del microrganismo e permetterne l’identificazione e la quantificazione. Si tratta di procedure tecnicamente complesse che richiedono tempi relativamente lunghi, proprio perché il batterio deve essere isolato e fatto crescere in condizioni controllate prima di poter essere analizzato. La quantificazione della carica batterica rappresenta infatti un passaggio fondamentale per valutare il livello di contaminazione della rete idrica e verificare l’efficacia degli interventi di bonifica. Solo dopo l’esito di queste analisi sarà possibile stabilire con certezza il ripristino delle condizioni di sicurezza e quindi la riapertura della piscina comunale.

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